Se tra buffalo e locomotiva la differenza salta agli occhi, figuriamoci tra una cena di lavoro e un concerto al Barbican con la BBC Symphony Orchestra. Decido quindi all’ultimo secondo  di acquistare online il biglietto per il concerto, quindici sterline, e salto sulla metropolitana direzione Moorgate station. Arrivo in anticipo e quindi ci scappa il momento A.C.A.B (alle cinque al bar) per l’aperitivo pre-concerto. Bella storia.

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Il primo brano che il concerto ha proposto è stato quello di un compositore contemporaneo tedesco, Detlev Ganert, dal titolo “Brahms fantasie”. Commissionato dalla BBC nel 2011 in memoria del discografo Tony Fell (1031 -2011), fu eseguito per la prima volta dalla BBC Scottish Symphony Orchestra a Glasgow nel 2012. Lo spartito prevede un orchestra composta da archi, quattro corni, due fagotti, un controfagotto, due trombe, tre tromboni e timpani. L’esecuzione del brano inizia sottovoce, con i violini che sussurrano appena le prime note mentre i contrabbassi iniziano a dettare il ritmo con il loro pizzicato. I fiati entrano successivamente, accompagnando il crescendo di archi fino al fulcro del brano dove archi, fiati e percussioni esplodono in una melodia che mi ricorda una jam session di free Jazz. Il richiamo a Brahms è presente durante l’intera esecuzione, ma appena l’ascoltatore coglie le prime similitudini, Glanert se ne allontana subito e ricomincia il gioco musicale, questa volta partendo da una altra angolazione. Un brano molto bello che ha subito messo in chiaro come quella sera gli archi fossero in grande forma e come la direzione di Bychkov avesse voglia di una forza interpretativa e resa ritmica particolare.

Il secondo brano eseguito è stato il concerto per violoncello numero 1 in C maggiore di Haydn, con Paul Watkins come solista. Questo concerto di Haydn per violoncello è probabilmente tra i più famosi e lo trovate molto facilmente in tantissime versioni. Non ho molto da segnalare se non la bravura di Paul Watkins nelle sue parti da solista. Un interpretazione in crescendo, in quanto all’inizio mi è parso di scorgere una certa tensione nell’esecuzione del primo movimento. Paul Watkins mi ha pienamente convinto el secondo e terzo movimento.  Molto bello e sincero il dialogo tra il solista e l’orchestra.

Infino il concerto si è concluso con la sinfonia n.1 di Brahms. Omaggio del compositore a Beethoven, gli ci vollero due decenni per completarne la stesura. A volta questa sinfonia é citata come “decima di Beethoven”, per i chiari rimandi alle sue sinfonie precedenti, specie la nona. Lo stesso Brahms rispose ai critici, che gli facevano notare le similitudini con le melodie del suo predecessore, dicendo letteralmente: “qualsiasi (faccia da) culo può accorgersi di queste similitudini”. Perché puoi anche essere un grande artista e compositore e, nonostante cio’,  la gente riesce a farti salire il cristo uguale. Detto questo, si tratta di una bellissima sinfonia che la BBC Symphony Orchestra e Bychkov affrontano a briglie sciolte. Come detto prima, costruendo su dei bravissimi violini e un grande senso del tempo, l’orchestra spinge quando c’è da spingere, lasciandosi andare in tutta la sua potenza (accompagnata da ottimi corni) sul finale. Pazienza se l’esecuzione è forse meno pulita di quello che dovrebbeessere; Bychkov fa pompare l’orchestra fino in fondo e funziona, cazzo se funziona! Tutta la sala è sulla stessa lunghezza d’onda emotiva dall’inizio alla fine della sinfonia.

A mente fredda, sono poi andato a riascoltarmi la registrazione di uesta sinfonia della Gewandhouseorchester con Riccardo Chailly. Chiaramente si possono notare differenze non solo stilistiche ma anche in termini di qualità di esecuzione. Ai fini della serata pero’ questo poco importa in quanto sono uscito dalla sala molto soddisfatto. Vi consiglio di ascoltarne la registrazione che la  BBC Radio 3 manderà in onda mercoledi 27 Gennaio alle 14.00 ora di Londra.

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