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Fu nell’intervallo tra il quarto e quinto atto che iniziai a realizzare che in realtà il mio rosicare era mal riposto. Non erano i vicini hipster che ridevano a caso dopo una battuta del coro a darmi fastidio. Cioè, si, mi davano fastidio e il mio sogno era che una botola si aprisse sotto di loro facendoli sprofondare in un pozzo di merda. Ma la vera fonte del mio rosicare andava cercata nella scarsa performance teatrale della Royal Shakespeare Company. Un Enrico V abbastanza deludente, attori dal carisma latitante e il monologo di San Crispino irrimediabilmente sputtanato. Scusate il termine tecnico. Nel promettermi di meglio indirizzare le mie maledizioni, mi ricordai di come il rosicamento a teatro non fosse un vezzo del nostro secolo ma un arte antica e raffinata. 

Correva infatti l’anno 1720 quando Benedetto Marcello gettò le basi di questa antica arte pubblicando, da anonimo come ogni infame che si rispetti, un libretto dal titolo “Teatro alla Moda”. Il buon Marcello, nel suo libretto, prendeva in giro i comportamenti e vezzi dell’allora scena teatrale e musicale, andandone a colpire tutti i mestieri: dal compositore al musicante, dalla cantante all’impresario. Sin dalla caricatura presente nell’illustrazione in copertina, si poteva inoltre notare come uno dei suoi bersagli preferiti fosse Antonio Vivaldi, detto il prete rosso, uno dei compositori maggiormente amato a suo tempo e oggi ancora. In realta’ Marcello Benedetto scrisse un libretto di satira molto divertente, con i dovuti adattamenti, forse ancora attuale. E’ un peccato che oggi siano poco reperibili delle edizioni del libretto con prefazioni o commenti di qualità. Al contrario, lo si trova spesso solo pubblicato in edizioni economiche come un libro di Fabio Volo qualsiasi. Quest’opera satirica fa quindi del Benedetto un rosicone? Il libretto in sé e per sé forse no. Sicuramente non c’entra nulla il fatto che Marcello compose un opera nel 1708 che non si filò nessuno (“la Fede riconosciuta”), che lui (e/o la famiglia di lui) e Vivaldi fossero ai corti termini per la gestione dello teatro Sant’Angelo di Venezia, e che un suo parente finanziò Vivaldi per comporre musica mentre lui era a malapena calcolato da sua madre. Nononononono. E’ tutto puramente casuale. Marcello non rosicava per nulla. Ci ha pensato quindi la Storia a consegnarci, a distanza di secoli, un Marcello Benedetto librettista satirico aka ultimo degli stronzi, mentre Vivaldi giunge ai giorni nostro come compositore di successo proprio a causa dei difetti che il libretto fustigava. Dispiace.

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Amandine Beyer e Gli Incogniti ci offrono un bel “concept album” che capovolge la satira del libretto di Marcello Benedetto. Usando proprio le critiche del Teatro alla Moda come filo conduttore, la Beyer seleziona dall’immenso repertorio di Vivaldi una serie di brani, alcuni forse poco conosciuti dal grande pubblico, per comporre un’opera virtuale che ne esalti i suoi “difetti”. Il risultato di questa ricerca è un bel disco: solare, piacevole all’ascolto, suonato e registrato molto bene. Se cercate musica per martellarvi le palle andate oltre; qui abbiamo un disco dal suono energico e allegro, perfetto per ripigliarvi. Certo si può forse notare come l’unita narrativa del disco non sia convincente al cento per cento. L’idea di creare un opera di Vivaldi partendo da brani scelti e’ forse più una provocazione che un reale trattato di teoria musicale; in compenso però, l’approccio “frankenstein” diverte sin dal primo ascolto. La Beyer, inoltre, porta avanti il gioco fino in fondo quando, ad esempio, sostituisce la tromba nel Concerto per “violino in tromba” con un un altro violino camuffato ed elaborato apposta per l’occasione. Pregevole anche il Concerto per violino scordato in B Minor; probabilmente il mio brano preferito dell’album. Molto bella infine anche la Sinfonia de “l’Olimpiade” in C Major.

In conclusione, a meno che siate un Marcello Benedetto, questa opera della Beyer e de Gli Incogniti va dritto per dritto nella categoria dischi che spaccano. Pubblicato da Harmonia Mundi, come già detto, la registrazione e’ ottima e il materiale fornito con il disco fornisce il minimo di contenuti necessari per entrare nel mood giusto sin da subito.

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